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C’è anche la firma di un’italianista tra i contributi scientifici legati al Premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina 2026, conferito a Peter Hegemann, Georg Nagel e Karl Deisseroth per lo sviluppo dell’optogenetica. Si tratta di Roberta De Zio, ricercatrice del Dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Ambiente dell’Università “Aldo Moro” di Bari.

La ricercatrice figura tra i coautori di uno studio internazionale pubblicato su Science Advances focalizzato sul sistema “RoCk”, sviluppato in collaborazione con l’Università di Friburgo. La tecnologia consente di modulare e inibire l’attività elettrica di specifiche cellule cardiache e neuronali mediante impulsi luminosi. Le sperimentazioni, condotte su modelli animali, hanno mostrato la possibilità di controllare i segnali elettrici cellulari, aprendo nuove prospettive di applicazione nello studio del sistema nervoso e cardiovascolare.

L’integrazione della ricercatrice nel progetto si inserisce in un programma di collaborazione internazionale promosso dall’ateneo pugliese, che ha recentemente acquisito specifiche strumentazioni per lo sviluppo locale dell’optogenetica. Il rettore dell’Università di Bari, Roberto Bellotti, ha espresso soddisfazione per il risultato, sottolineando l’importanza di sostenere la mobilità scientifica e il rientro di competenze ad alto valore aggiunto all’interno dell’ateneo.

Redazione

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