Anche la marineria di Manfredonia, tra le più rilevanti del panorama pugliese, si unisce alle mobilitazioni contro il rincaro del carburante e l’aumento generale dei costi di gestione, che stanno mettendo a dura prova la tenuta economica del comparto.
Oltre un centinaio di operatori si è dato appuntamento in piazza Marconi, nei pressi della Capitaneria di porto, per un sit-in volto a riportare l’attenzione sulle difficoltà che sta attraversando l’intero indotto. A farsi portavoce del disagio è Domenico Carpano, vicepresidente dell’associazione armatori e rappresentante della marineria locale, il quale evidenzia come l’economia della città dipenda per oltre la metà dalle attività legate al mare, coinvolgendo direttamente circa 300 lavoratori e 140 imbarcazioni.
Secondo quanto spiegato dagli operatori, la crisi del settore ha radici precedenti rispetto ai recenti scenari internazionali, ma ha subito un drastico peggioramento con l’impennata del prezzo del gasolio. Per un’imbarcazione di medie dimensioni, la spesa necessaria per un rifornimento ogni sei giorni è di fatto raddoppiata, passando dai circa 4.000 euro del periodo pre-crisi agli attuali 8.000 euro, cifra che sale fino a 13.000 euro per i pescherecci più grandi.
A rendere ancora più complesso il quadro economico contribuisce il calendario delle uscite in mare, ridotto anche a causa delle pause forzate previste dalle normative sul fermo biologico. Gli armatori ribadiscono quindi la centralità del carburante come risorsa primaria ed essenziale per il prosieguo del proprio lavoro, senza la quale la continuità dell’intera filiera ittica rischia di essere compromessa.










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