«Taranto 2026 ha mantenuto le sue promesse». È il bilancio tracciato da Meherez Boussayene, primo vicepresidente dell’International Committee of Mediterranean Games, durante la conferenza stampa di chiusura dei Giochi del Mediterraneo.
Alla cerimonia erano presenti anche il commissario straordinario e presidente del Comitato organizzatore Massimo Ferrarese, il direttore generale Carlo Molfetta e il segretario generale dell’Icmg Iakovos Filippousis.
Boussayene ha innanzitutto rivolto un ringraziamento agli atleti, sottolineando come le loro prestazioni abbiano rappresentato il cuore della manifestazione. «Ci hanno fatto sognare, emozionare e ispirare. Attraverso le loro prestazioni, il loro coraggio, il rispetto e l’amicizia, hanno dato ai Giochi il loro vero significato», ha dichiarato.
Un riconoscimento è andato anche all’Italia, definita «un Paese ospitante eccezionale». L’Italia, prima nel medagliere, secondo Boussayene «ha trionfato sia sul campo di gara che fuori».
Tra gli aspetti più importanti dell’edizione di Taranto, il vicepresidente dell’Icmg ha indicato la cosiddetta legacy, ovvero il patrimonio di infrastrutture e strutture sportive destinato a rimanere sul territorio anche dopo la conclusione dei Giochi.
«Taranto ha conquistato la medaglia d’oro del patrimonio», ha affermato Boussayene, citando tra le opere lo Stadio del Nuoto Torre d’Ayala, lo stadio Iacovone, il Pala Ricciardi, il Magna Grecia Tennis Center, il Parco del Mediterraneo Salinella, lo Stadio di Atletica Giuseppe Valente e il Centro Nautico Torpediniere. Strutture che, ha sottolineato, «continueranno a essere al servizio dello sport, dei giovani e della comunità».
Tra le immagini simbolo di Taranto 2026, Boussayene ha ricordato anche il Villaggio Mediterraneo galleggiante, che ha ospitato migliaia di atleti provenienti da tutti i Paesi del Mediterraneo.
Con lo sguardo già rivolto alla prossima edizione, il vicepresidente dell’Icmg ha concluso: «Taranto ha scritto un magnifico ventesimo capitolo. Ora tocca a Pristina scrivere il ventunesimo».
Sulla stessa linea Filippousis, che ha ricordato il primo sopralluogo effettuato a Taranto nel 2020: «Quando sono venuto qui nel 2020 per un sopralluogo Taranto cercava un futuro, nel 2026 quel futuro lo sta costruendo».










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