Il decreto della Corte d’Appello di Milano che impone lo stop dell’area a caldo dell’ex Ilva entro 90 giorni rappresenta “uno scacco matto” dopo un lungo percorso giudiziario. A sostenerlo è l’avvocato Maurizio Rizzo Striano, che insieme al collega Ascanio Amenduni ha assistito l’associazione Genitori Tarantini nell’azione inibitoria accolta dai giudici.
Secondo il legale, il risultato è stato possibile grazie “al coraggio e alla determinazione di undici cittadini di Taranto” e al lavoro della magistratura italiana ed europea.
Rizzo Striano ha sottolineato la differenza rispetto al precedente provvedimento del Tribunale di Milano: “La Corte d’Appello ha disposto il fermo immediato, con provvedimento esecutivo”, stabilendo che gli impianti potranno ripartire solo dopo la rimozione dell’amianto e l’adozione di misure per ridurre le emissioni di polveri sottili.
Per l’avvocato, il termine di 90 giorni, con scadenza il 28 ottobre, sarà il tempo necessario per mettere in sicurezza gli impianti. In caso di mancato rispetto dell’ordine dei giudici, potrebbero esserci conseguenze risarcitorie e profili penali per i responsabili.










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