Gli avvocati Ascanio Amenduni e Maurizio Rizzo Striano hanno depositato oggi le memorie difensive per conto di 11 cittadini di Taranto, tra cui un minore, chiedendo il rigetto dell’istanza presentata da Acciaierie d’Italia e Ilva in Amministrazione Straordinaria per sospendere l’esecutività del decreto della Corte d’Appello di Milano.
Il provvedimento dispone la fermata dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico entro il 28 ottobre. La richiesta di sospensione sarà esaminata nell’udienza di domani, 9 settembre.
I difensori contestano l’ammissibilità del ricorso, definendolo un “ossimoro logico e processuale” e una “sospensione della sospensione cautelare”. Secondo i legali, “l’epoca dei diritti tiranni della produzione è terminata definitivamente” e il diritto alla salute non può essere sacrificato per esigenze industriali.
Le memorie contestano anche l’irreversibilità dello spegnimento degli impianti, ricordando i precedenti blocchi prolungati e l’incidente del 23 agosto all’Afo 2, con la fuoriuscita di una nube nera. “Un impianto si può sempre sostituire, mentre la vita e la salute umana no”, sostengono gli avvocati.
La decisione sulla richiesta di sospensione spetterà ora alla Corte competente, chiamata a valutare il bilanciamento tra le esigenze produttive dello stabilimento e la tutela della salute dei cittadini di Taranto.










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