Scacco a sistema di evasione. Una frode molto articolata che rappresenta un unicum in Europa.
Così il maggiore Francesco Venditti del nucleo speciale frodi tecnologiche della Guardia di Finanza, descrive il sistema di evasione fiscale con criptovalute scoperto nell’inchiesta di Foggia che ha portato al sequestro preventivo di oltre 650mila euro.
In sostanza la frode, spiega Venditti, “si basava sull’iscrizione su una frazione di bitcoin (satoshi) di un’immagine, o di un video per rivenderla a prezzo maggiorato, quindi ricevendo più satoshi in cambio.
La persona al centro delle indagini, che era anche percettore del reddito di cittadinanza, non aveva dichiarato al fisco plusvalenze da trading da criptovalute per oltre un milione di euro”.
“Adottando una metafora – ha spiegato ancora Venditti – come se noi segnassimo su una moneta da un euro la firma magari di un famoso attore. Ci sarà sempre qualcuno disposto a pagare 5/10/100 euro per avere quella moneta da un euro perchè c’è la firma dell’attore famoso. Allo stesso modo, l’indagato aveva iscritto su questi satoshi delle immagini che aveva rivenduto a prezzi maggiorati omettendo di dichiarare al fisco plusvalenze abbastanza ingenti”.
Ansa










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