Resta alta la tensione sul futuro dell’ex Ilva di Taranto, con i sindacati che chiedono una soluzione rapida per garantire la continuità produttiva e la tutela dei lavoratori.
Dopo lo sciopero di 8 ore proclamato da Fim, Fiom e Uilm, con il corteo che ha bloccato per circa un’ora la statale 100 tra Bari e Taranto, il confronto si sposta ai tavoli tecnici del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Il ministro Adolfo Urso ha rilanciato l’ipotesi di una cordata italiana per il rilancio dello stabilimento, mentre i sindacati avvertono che, in assenza di risposte concrete, continueranno la mobilitazione.
A pesare sul confronto anche il termine di 90 giorni fissato dalla Corte d’Appello di Milano per lo stop dell’area a caldo. Il gruppo Jindal ha però dichiarato di voler garantire la produzione attraverso l’importazione di bramme dall’India. La proposta sarà ora valutata dai commissari.










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